Dal 28 al 30 luglio 2025 ho avuto il privilegio di partecipare, in rappresentanza di Run Fast, all’Hoka Athlete Camp a Saint-Gervais, un appuntamento riservato a un ristretto gruppo di creator e media europei selezionati dal brand. Un contesto autentico dove ho potuto condividere chilometri, esperienze e visioni con gli atleti del team élite Hoka in preparazione all’UTMB.
Un’occasione preziosa per approfondire da vicino la filosofia di un marchio che ha segnato (e continua a influenzare) l’evoluzione del trail running.
Contenuti
Una casa tra le montagne
Saint-Gervais non è solo un paese da cartolina, è un crocevia per il trail running europeo. Tra boschi fitti, salite infinite e vette silenziose, si respira quell’aria densa di fatica e ispirazione, sui sentieri dell’iconico UTMB. Il base camp HOKA è uno chalet immerso nel verde, dove atleti, staff e ospiti si ritrovano per condividere chilometri, idee, materiali e visioni.
Presentazione della nuova Mafate Speed 5
Il primo giorno è stato dedicato alla presentazione della nuova Hoka Mafate Speed 5, con il fondatore Jean-Luc Diard (noto come Mermoud) a raccontare la filosofia dietro ogni linea della scarpa.
Una scarpa che ho poi avuto modo di testare in prima persona (trovi la recensione completa qui), durante una corsa sul sentiero con Hayden Hawk ed altri atleti élite. Ritmo alto, terreno misto, ma soprattutto una sensazione chiara: questa scarpa è fatta per chi non vuole scendere a compromessi.

Correre con gli élite
Le tre giornate sono iniziate sempre presto, con corse guidate da atleti come Francesco Puppi, Sylvia Nordskar, Judith Wyder e Katharina Hartmuth e molti altri. Tutte le sessioni di allenamento sono state delle ottime occasioni per osservare da vicino gesti, scelte, dettagli e, soprattutto, potersi confrontare direttamente con atleti di altissimo livello. Ed ogni pausa era buona per fare domande, raccogliere riflessioni, ascoltare più che raccontare.

The Art of Storytelling
Uno dei momenti più belli ed intensi è stato il workshop “The Art of Storytelling” con Simon Dugué, che ha sottolineato quanto oggi il contenuto abbia bisogno di verità prima ancora che estetica. Un invito a non rincorrere l’effetto wow, ma a raccontare il reale con autenticità.
Nel pomeriggio, spazio alle interviste: brevi ma intense, come quelle con Puppi, Wyder e Jess Brazeau (saranno pubblicate a breve sul nostro profilo Instagram e canale YouTube).

La maglia firmata
Tra i momenti simbolici, uno ha avuto un peso speciale: far firmare agli atleti la maglia ufficiale di Run Fast. Non per collezionismo, ma per fissare il senso di questa esperienza: portare un pezzo della nostra comunità oltre i confini locali, fino ai sentieri dove si scrive la storia del trail.

Ringrazio tutto il team HOKA per l’opportunità, per la fiducia, per avermi fatto sentire parte di qualcosa di grande. Ma soprattutto per aver creduto che Run Fast, con la sua voce semplice e radicata, meritasse di essere lì. Ci vediamo a fine agosto sui sentieri di UTMB.
Foto realizzate da Claudio Bellosta studio
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