Lunedì 18 maggio Marco Zanni ha raggiunto Santiago de Compostela, portando a termine il suo Progetto Santiago: un viaggio di 779 chilometri in 13 giorni, affrontato alternando corsa e bicicletta lungo il Cammino Francese, con partenza da Saint-Jean-Pied-de-Port. Un’impresa importante nei numeri, ma soprattutto un percorso dal profondo significato personale. Per Zanni, tornare a Santiago significava rientrare nei luoghi che anni fa avevano rappresentato una possibile via d’uscita nel periodo più difficile della sua vita.
Questa volta, però, il ritorno aveva un significato diverso: non più un cammino alla ricerca di una direzione, ma una promessa mantenuta. Tornare dove tutto era ricominciato, da uomo libero, padre e atleta ritrovato.
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I numeri del Progetto Santiago
La dimensione sportiva dell’impresa è raccontata dai dati:
- 779 chilometri totali
- 13 giorni di viaggio
- 59,9 chilometri al giorno di media
- 436 chilometri di corsa
- 343 chilometri in bicicletta
- 12.694 metri di dislivello positivo
Numeri importanti, che raccontano la fatica del progetto. Ma dietro alla performance c’è soprattutto una storia di rinascita.
Le parole di Marco Zanni
“Quando ho fatto il Cammino la prima volta ero perso. Oggi ci sono tornato da persona diversa. Ogni chilometro è stato un dialogo con il passato, ma anche un modo per dire grazie alla vita, alla mia famiglia e a tutte le persone che mi sono state vicino. Arrivare a Santiago non è stato solo tagliare un traguardo: è stato guardarmi indietro e rendermi conto di tutta la strada che ho fatto”.

Dal talento dell’atletica alla rinascita
Nato a Rimini nel 1992, Marco Zanni era stato uno dei prospetti più interessanti dell’atletica italiana. Da giovanissimo aveva vestito la maglia azzurra, partecipato ai Mondiali giovanili e conquistato titoli italiani. Poi è arrivato un lungo periodo lontano dalla corsa e da se stesso, segnato da droga, alcool, relazioni tossiche e nove anni di distanza dallo sport.
Negli ultimi anni, però, Zanni ha iniziato un percorso di risalita: il supporto terapeutico, l’incontro con la compagna Nice, la nascita del figlio Noa e il ritorno all’attività agonistica hanno segnato una nuova fase della sua vita. Il Progetto Santiago nasce proprio da qui: non come racconto eroico, ma come testimonianza vera di chi è caduto e ha trovato il coraggio di ricominciare.
Un documentario racconterà il viaggio
Il Progetto Santiago diventerà anche un documentario dedicato al viaggio e alla storia personale di Marco Zanni. A documentare il percorso sono stati i videomaker Alberto Magnani e Andrea Pecci di Good Situations, insieme alla fotografa e social media manager Silvia Franzini, che ha seguito anche la parte digitale del progetto.
Ad accompagnare Marco in questa avventura ci sono stati anche Visit Rimini, Fondazione Marco Simoncelli, Rimini Wellness, Cuore 21 e partner tecnici come HOKA, Living Sport ed EthicSport. Una delegazione di Cuore 21 ha inoltre condiviso alcuni giorni del Cammino insieme a Marco, sostenendolo lungo il percorso e vivendo con lui alcuni momenti di grande umanità.
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