Saucony ha da poco lanciato sul mercato le Peregrine 16, l’ultimo modello dell’iconica linea dedicata ai trail runner, con importanti novità rispetto ai suoi predecessori per quanto riguarda ammortizzazione e protezione ma senza rinunciare al confort e all’agilità e che rendendola una scarpa ancora più confortevole e polivalente.
Dopo averle testate e messe alla prova con diverse tipologie di allenamenti su una grande varietà di terreni possiamo considerare le Peregrine 16 delle affidabili compagne di allenamento capaci di farci divertire in sicurezza in ogni condizione.
In questa recensione delle Peregrine 16 cercheremo di condividere tutte le informazioni utili e più importanti dandoti anche qualche consiglio su taglie e vestibilità, sulle loro caratteristiche e prestazioni e di come si posizionano nel panorama delle scarpe da corsa con una valutazione dei pro e dei contro.
| Anno | 2025 |
| Calzata | Neutra |
| Drop | 4 mm (32-28 mm) |
| Mescola | PWRUN |
| Peso | 274 g (Uomo 42) |
| Peso del runner | Leggero e medio (fino a 80 kg) |
| Superficie di corsa | Misto / Trail |
| Tipo di corridore | Da principiante ad intermedio |
| Tipologia scarpa | Lento ed intermedio (fino a 4’/km) |
| Tomaia impermeabile | No |
| Utilizzo ideale | Fino a 50 km |
Contenuti
Tre aspetti che ci hanno colpito della Saucony Peregrine 16
1️⃣ Grip e trazione
Forse la principale innovazione è l’introduzione della suola in Vibram MegaGrip con tasselli da 4 mm; La trazione su terreni tecnici, rocciosi o bagnati è decisamente migliorata rispetto a quella dei modelli precedenti senza suola Vibram, offrendoci un vantaggio netto soprattutto in discesa.
2️⃣ Ammortizzazione
La schiuma PWRRUN offre maggiore ammortizzazione (anche grazie ad una maggiore quantità di schiuma), comfort e protezione rispetto al passato, rendendo questo modello piuttosto confortevole anche su distanze medio-lunghe ma senza sacrificare la reattività necessaria per progressioni e ritmo sostenuto.
3️⃣ Protezione
La piastra antiroccia ed il rinforzo in gomma sulla punta offrono un’ottima protezione dagli elementi del sentiero e la robustezza della tomaia dà fiducia anche su percorsi impegnativi.

Design e materiali
Le Peregrine 16 mantengono linee pulite e funzionali: l’assetto neutro mantiene il piede vicino al suolo garantendo ottima sensibilità durante l’appoggio mentre drop e profilo basso favoriscono una sensazione di controllo e agilità sui sentieri. La tomaia è in mesh traspirante, con inserzioni rinforzate per resistere agli impatti e all’abrasione (garantendo an he una maggiore durante secondo l’azienda) e un rinforzo protettivo sulla punta.
Una novità che non ho avuto occasione di testare direttamente ma che può rivelarsi molto utile è il sistema D-ring integrato, utile per fissare le ghette, se necessario, e tenere fuori detriti e fango.
Intersuola e sensazioni in corsa
A differenza dei modelli precedenti, che avevano una schiuma più rigida, le Peregrine 16 adottano una miscela PWRRUN più morbida e confortevole, affiancata da una soletta PWRRUN+ che al confort aggiunge una buona dose ri reattività, utile si si vuole cambiare ritmo senza sacrificare la sensazione di comfort generale. Su tallone e mesopiede la scarpa risulta ben avvolgente e salda, mentre nella zona dell’avampiede è leggermente più spaziosa, favorendo una naturale sensazione di “dita libere” che personalmente apprezzo molto, soprattutto nelle uscite più lunghe o con parecchio dislivello; tuttavia, alcuni runner con piedi larghi potrebbero però trovarla un po’ stretta nelle versioni standard e nel caso andrebbe valutato l’acquisto di mezza taglia in più.

A chi la consiglio
Alla luce delle novità introdotte e della mia esperienza personale penso che le Peregrine 16 siano ottime per tutti i trail runner che cercano una scarpa polivalente e affidabile, con buon grip e comfort su terreni di vario tipo; grazie all’ottima ammortizzazione è perfetta anche per chi vuole una compagnia per i propri allenamenti più lunghi ma volendo può essere usata anche in uscite più brevi, magari con qualche tratto svolto a più alta intensità dato che fino a ritmi intorno ai 4’ al Km o anche leggermente più veloci, la scarpa si comporta molto bene.
Ci tengo a segnalarti le tabelle di preparazione per maratona e mezza maratona marchiate Run Fast, gratuite ed adatte ai principianti e non solo. Le puoi consultare e scaricare gratuitamente qui.
Giudizio finale
Dopo averle testate su diversi tipi di terreno e in condizioni variabili, è il momento di fare un bilancio complessivo. Le Peregrine 16 mostrano un’identità ben definita, con scelte progettuali precise che portano vantaggi evidenti ma anche qualche compromesso da considerare prima dell’acquisto.
Punti di forza
- ✅ Grip eccellente su molte superfici grazie a Vibram MegaGrip
- ✅ Maggiore comfort rispetto alla generazione precedente
- ✅ Versatilità (per quanto riguarda i terreni, le distanze e il ritmo di allenamento)
- ✅ Tomaia robusta e protettiva con D-ring per ghette
Punti deboli
- ❌ Calzata un po’ stretta per piedi larghi
- ❌ Tasselli da 4 mm ottimi quasi ovunque, ma non perfetti in fango profondo o neve fresca
- ❌ La versione standard non è impermeabile (ma esiste la versione GTX alternativa)
Conclusione
Le Saucony Peregrine 16 rappresentano un passo avanti notevole nella serie Peregrine: migliore grip, comfort più morbido, una tomaia più robusta, mantenendo al contempo la sensazione agile e diretta che caratterizza l’intera linea. Considerando le innovazioni introdotte senza trascurare i punti di forza dei modelli precedenti e la sua grande versatilità sicuramente è una delle proposte più interessanti del 2025.

Foto realizzate da Claudio Bellosta studio
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