Alcune volte è difficile trasmettere la genuinità e la purezza di una gara, altre volte invece basta conoscere l’organizzatore.

Il Trail del Motty è Max Valsesia e Max Valsesia non sarebbe lo stesso senza Motty, ha cresciuto questa gara anno per anno, imparando dai propri sbagli e apportando piccole ma semplici migliorie ad ogni edizione, grazie a lui tantissimi si sono avvicinati al Trail (me compreso) e per questo non posso far altro che ringraziarlo, provando a raccontarvi un po’ di cosa significa Trail del Motty per Armeno e per il popolo dei trail-runners.

Quando le neve si scioglie sulle alture del Mottarone (o almeno gli anni che viene), e i sentieri cominciano magicamente a pulirsi significa solo una cosa: Max, Lollo e i suoi fidi assistenti stanno preparando il Trail del Motty.

Ogni anno si cambia percorso, ogni anno una formula diversa, quest’anno, decimo anniversario, doppia tappa.

Sabato si sale, Stresa-Mottarone 14 km e 1.500 metri di dislivello, c’è tanto da correre quindi non imballa le gambe per il giorno dopo. Ci sono alcuni amici che partecipano e me la raccontano: Stefano Rinaldi (team Eolo Kratos) e Giulio Ornati (team Salomon). Stefano viaggia alla grande, un bel ritmo fin da subito e fa il vuoto, chiude la sua prova in 1 ora 26 minuti 51 secondi. Si sta preparando per la Maxi-Race di Annecy (82 km 5.200 metri di dislivello) e quindi per lui doppia tappa, ha una caviglia che scricchiola ma questo non gli impedirà il giorno seguente di piazzare una fenomenale 3° posto nella lunga e vincere ovviamente la combinata: CAVALLO PAZZO is back!

Giulio, invece, da Madeira ha portato a casa un nuovo idolo: Germain Grangier e decide di provare sulla sua pelle cosa vuole dire allenarsi ai ritmi dei pro. Piazza una “Crazy Week” da 230 km totali e 11.500 metri di dislivello positivo. Sì, avete letto bene, in una settimana. Eppure non arriva estremamente cotto al weekend: nella tappa del sabato chiude terzo in 1 ora 34 minuti 4 secondi dietro a Massimiliano Corti, mentre nella “lunga” (virgolettato per forza a sto punto) di domenica chiude in 3 ore 9 minuti (12° assoluto al traguardo), sì, ma lui era partito alle 4 di mattina e aveva già fatto un giro: adesso settimana di RECUPERO o di RICOVERO? Bentornato anche a te Giugy!

La tappa del sabato vede come assoluta protagonista in rosa Benedetta Broggi che chiude in 1 ora 49 minuti, mentre solo una manciata di secondi distanzia Daniela Bergamaschi (2°) da Cecilia Pedroni (3°), quest’ultima poi sarà però la vincitrice della combinata.

Il sabato pomeriggio poi prosegue col ritiro dei pettorali per le gare della domenica, si respira aria di festa, in paese arriva anche il Premanese Mattia Gianola (team Crazy), onorati di averlo in partenza a sua volta lui onora l’aperitivo offerto al Taxi Pizza da Cic, si capisce già di che pasta è fatto: GEMELLAGGIO.

Bando alle ciance domenica mattina incombe e con lei arriva anche un gran vento da nord, la gara subisce un ritardo in partenza per permettere a Max di variare leggermente il percorso della lunga per mettere in sicurezza tutti gli atleti, situazione gestita in maniera magistrale e quindi alle 8:30 si parte.

Mi è successo davvero poche volte di sentirmi così bene già dalle prime battute, avevo previsto un gruppetto formato da almeno 4 persone fino alla Madonna di Luciago (6,5 km), ma le gambe girano come non mai e allora spingo, dietro non mi seguono, ne approfitto.

Ammetto che questi percorsi li so a memoria, d’altra parte abito e mi alleno qui, sono le pendenze e il terreno a me più congeniali, so solo una cosa: se arrivo in vetta al Mottarone con Riki Montani o Mattia Gianola ho perso. In discesa hanno un altra marcia quelle bestie. E quindi devo rosicchiare più che posso, arrivo in vetta (12,8 km) in 1 ora 11 mintui 50 secondi, ho un po’ di margine ma non posso rischiare e quindi giù a tutta verso l’Alpe Nuovo.

Da lì un traverso tecnico, bisogna essere rapidi e non imballarsi perché poi c’è ancora tanto da correre. Altra discesa, a Coiromonte passo come un razzo, sto bene, so di aver fatto un bel ritmo ma non voglio mollare perché come ha detto il giorno prima a Ivo quest’anno non mi importa dei risultati, voglio la prestazione!

Voglio tornare a correre veloce e dare il massimo, vedere fino dove si può arrivare e alzare l’asticella: non è forse questo il senso di tutto quello che facciamo?

Entro nell’abitato di Armeno, le persone che mi hanno tifato sul percorso ora sono tutte li ai lati della strada, è bellissimo arrivare e sentire che mi incitano, corro forte fino all’ultimo metro, sognavo un arrivo così alla Zach Miller da un anno. 2 ore 37 minuti 57 secondi per correre 34 km e 1.550 metri di dislivello. Sono proprio contento.

Foto by Claudio Bellosta Studio

Dietro di me, il forte atleta del Team Crazy Mattia Gianola, un’ottima gara con un gran bel crono finale: 2 ore 42 minuti 38 secondi. Terzo, autore di una prova solida e matura c’è Stefano Rinaldi in 2 ore 50 minuti 3 secondi.

Termina 4° invece Riki Montani che accusa un po’ di fastidio al ginocchio che gli ha dato noia nell’ultimo periodo, troppo poco tecnico il percorso forse per uno dei più folli discesisti che conosco. Chiude 5° poi Michele Fantoli.

Tra le donne ottima prova dell’azzurra Emma Quaglia, 3 ore 19 minuti 5 secondi, grande ritmo proprio come ci si aspettava da una che ha 2 ore 28 minuti in maratona, missile! Secondo è la valdostana Sonia Glarey (2 ore 29 minuti 46 secondi) e 3° Giulia Saggin (3 ore 32 minuti 47 secondi). Quarta Natalie White e quinta Cecilia Pedroni.

Nella gara corta (17,5 km 800 metri di dislivello) vittoria in rosa per Arianna Matli in 1 ora 42 minuti 30 secondi davanti a Monica Moia e Simona Lo Cane. Tra gli uomini invece arrivo ex-equo per Comazzi-Stoppini che chiudono in 1 ora 18 minuti , davanti Norman Cerini, autore di una bella battaglia con l’inossidabile Mauro Bernardini, preceduto di soli 5 secondi. Quinto poi Loris Iacchini.

Che dire, una bellissima edizione quella di quest’anno, fatta solamente degli ingredienti più sani e genuini, proprio come Max!

Vi aspettiamo l’anno prossimo, con tante altre novità e sicuramente una GRANDE FESTA!

Foto dell’evento: (in aggiornamento)
Claudio Bellosta Studio

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