Anche questa volta Nike è riuscita a migliorare una scarpa che sembrava già perfetta! La Nike React Infinity Run, presentata per la prima volta lo scorso anno.

La nuova versione, la Nike React Inifinity Run Flyknit 2 è stata studiata, creata e testata con uno scopo principale, ridurre gli infortuni degli atleti, offrire alte prestazioni e nel contempo garantire un ottimo supporto al piede.

Come sono riusciti a migliorare una scarpa che sembrava perfetta?

Infinity Run Flyknit 2 caratteristiche

Come già anticipato, lo scopo di questa scarpa è quello di permetterti di correre togliendoti la preoccupazione di un imminente infortunio dettato dal volume di allenamento. Questo Nike lo traduce in un buon appoggio, un’ottima ammortizzazione e un buon sostegno al piede. Come ci sono riusciti?

Partiamo dall’appoggio. A colpo d’occhio un runner esperto può subito notare la generosissima superficie di appoggio dell’avampiede a terra, con la porzione anteriore dell’intersuola molto ampia, questo per ridurre le probabilità di torsione in fase di appoggio.

L’ammortizzazione, come in molti modelli della gamma Nike, è affidata alla quasi eterna schiuma React, con il migliore rapporto ammortizzazione/durata che può offrire il laboratorio del brand statunitense.

Il sostegno è affidato alla tomaia con tessuto Flyknit a trama variabile e tecnologia Flywire con veri e propri fili che collegano gli occhielli delle stringhe alla suola avvolgendo completamente il piede.

Suola, dove si nasconde il segreto

La suola delle Infinity Run 2 ha avuto pochissime modifiche dalla sua precedente versione, ma come si dice, squadra che vince non si cambia… Ma si migliora!

É stata aumentata leggermente la quantità di schiuma React nell’intersuola per garantire ancora maggior durata nel tempo e maggior smorzamento delle sollecitazioni verticali.

La gomma della suola, a contatto con il terreno, è stata variata e studiata per assicurare ancora maggiore grip nelle percorrenze più veloci.

Appena inizi a correre, ti sembrerà di essere “spinto” in avanti, proprio grazie alla proprietà meccanica della schiuma React che compone la totalità dell’intersuola. Ti ricordo che la Nike React Infinity Run 2 non fa uso di lamine in carbonio e nemmeno di unità pressurizzate Zoom Air.

Ultimo, ma non per importanza, il supporto plastico antipronazione inserito da Nike. Aiuta i runner più “instabili” a non pronare e, allo stesso tempo, anche i runner con corsa neutra hanno un miglioramento dell’appoggio a terra. Lo ho trovato abbastanza invasivo durante la prima corsa, ma la sensazione è completamente sparita al secondo utilizzo.

Tomaia, sempre più robusta

La rivoluzione si è qui! Nike ha deciso di irrobustire la scarpa rendendola più duratura, più confortevole e decisamente più avvolgente.

La tomaia leggera della prima versione, a discapito del peso, è stata sostituita dal famoso intreccio Flyknit di Nike (con trama variabile) in alcuni punti molto traspirante ed in altri molto più spessa e “strutturale”.

La linguetta e la zona tallonare minimale e rastremata della prima versione, danno spazio ad una linguetta imbottita con collarino tallonare ammortizzato. Mossa vincente (a mio parere) per rendere davvero perfetta una scarpa che già lo scorso anno sfiorava il 110 e lode.

E arriviamo alla ciliegina sulla torta: la tecnologia Flywire (inserita per la prima volta nelle Nike Vomero 14). Questo sistema di veri e propri filamenti che collegano tutti i passanti delle stringhe alla suola, avvolgendo lateralmente il piede nella zona mediale, garantiscono una stabilità senza eguali alle React Infinity Run 2 Flyknit.

Nike React Infinity Run 2 Flyknit opinioni

Ho seguito il lancio della prima versione come ospite Nike all’ISPO 2020 a Monaco dove, vi giuro, Nike ha lasciato a bocca a aperta tutti i partecipanti presentando una scarpa rivoluzionaria sia a livello di design che di tecnologia.

Credo che Nike, in questa nuova versione, abbia ulteriormente migliorato molti punti di forza della precedente versione. La scarpa dello scorso anno, a mio avviso, era ottima, ad esclusione della struttura della tomaia (che si prestava facilmente a rotture) e la scomoda linguetta “integrata” nella tomaia sul collo del piede, specialmente quando si legavano le stringhe con forza.

Tutto ciò è stato migliorato, anzi, di più!

Nike poteva fare un passo più corto, tenendo qualche aggiornamento per le future versioni e invece… No! Il brand ha sfoderato tutte le frecce che aveva nella faretra, creando un modello di scarpa da running killer, adatta a qualsiasi tipologia di runner.

Allora mi dici che è la scarpa perfetta?

Questa scarpa è utilizzabile per qualsiasi “lavoro” di corsa, ad esclusione delle ripetute a passo molto veloce, tentativi di record personali da battere o gare a livello competitivo, dove non da il meglio di sé e lascia il posto ad altri modelli più specifici, come la Nike Tempo Next%.

Se fai molti chilometri all’anno, se hai una leggera pronazione in fase di appoggio, o se semplicemente corri senza pensare di infrangere record, ti assicuro che è la scarpa perfetta per te.

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Cristiano Rizzi
Da sempre sportivo ed amante della fatica, appassionato nell’incrociare le metodologie di allenamento derivanti dal functional, ciclismo e running. Lift hard & run fast il suo motto, che definisce la sua idea di atleta completo a 360°, eccellente in niente, ma performante in tutto. Brand ambassador Mister Running e Nike Running.

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