Quando viaggiamo – soprattutto per lavoro – pensiamo spesso di dover rinunciare ai nostri allenamenti perché siamo lontani da casa e inseriti in una routine quotidiana diversa. Quello che invece abbiamo a disposizione è l’opportunità di visitare una città in un modo completamente diverso dai tradizionali riti turistici o di concederci una pausa dai ritmi frenetici dei viaggi business, scoprendola in un modo decisamente molto più runner-friendly. Basta solo coglierla. Come? Dobbiamo semplicemente lasciare spazio in valigia per l’attrezzatura da corsa (e ogni runner sa che questo non comporterà mai un grande sacrificio).

Correre in trasferta è diventata un’abitudine a cui difficilmente rinuncio. Qualunque sia la mia agenda, l’appuntamento con la sessione di allenamento è fissato. Come faccio quando sono a casa preferisco correre durante le prime ore della mattina per poi dedicarmi ai miei impegni durante la giornata. Amo correre nel silenzio delle prime luci dell’alba che mi caricano più di qualsiasi musica. Così quando viaggio non rinuncio a godermi questo momento tutto mio e vado alla scoperta della città che si sta svegliando.

Soprattutto se mi trovo in una città che non conosco ancora, tempi e distanza passano per me in secondo piano. Voglio solo correre e guardarmi attorno. Accendo il mio GPS (perchè alla traccia “ricordo” non rinuncio!) e parto. L’obiettivo è azzeccare un percorso lungo le principali attrazioni turistiche e possibilmente passare attraverso qualche parco cittadino, generalmente il ritrovo dei runners cittadini.

Ultimamente ho avuto occasione di correre in città diverse. Pochi giorni fa mi trovavo a Madrid e con la solita sveglia delle 6am mi sono letteralmente buttata in strada direzione Parque de El Retiro, il polmone verde della città e finish line della Maratona di Madrid (http://www.runrocknroll.com/madrid/). Già dall’apertura è la meta di decine di runners che corrono lungo il perimetro di 4.5 Km.
A Lussemburgo ho apprezzato moltissimo la fisionomia della città davvero panoramica, arroccata su un promontorio circondato da vallate tra cui il Grund (il quartiere della città che comprende la parte bassa che divide il centro storico dai quartieri moderni. E che per la mia corsa si è tradotto in un fantastico sali e scendi.
A Bruxelles, a parte i tanti parchi della città (come il Parco del Cinquantenario) durante le mie corse mattutine non posso non passare dalla Grande Place in uno dei rari momenti di pausa dalla folla di turisti.

La cosa che mi emoziona di più? Scoprire che noi runners parliamo la stessa lingua perchè ovunque mi capita di correre un cenno di saluto quando ci si incontra non manca mai.

Qualche trucco per correre in una nuova città:

  • Spesso prima di partire controllo il sito http://www.mapmyrun.com/ per avere qualche idea su percorsi più popolari nella zona e regolarmi con la distanza che voglio correre.
  • Paura di perderti? Ormai in Europa puoi navigare su internet e usare Google Maps come a casa senza spese aggiuntive.
  • Il tuo motto è “mai fermarsi durante una corsa”, ma non vuoi rinunciare a qualche foto ricordo? Porta con te un’action camera (GOPRO &Co. per tutti i budget) e senza fermarti scatterai delle foto in movimento per i tuoi social.