Esistono momenti nella nostra vita “da atleta” in cui vediamo tutto grigio, piatto, ci sentiamo apatici.

Ci sono giorni in cui abbiamo la fortissima tentazione di mollare tutto, di tornare a quello che eravamo prima di dedicarci completamente ad una passione che è nata, spesso, quasi per gioco. Ma che ci ha preso l’anima. Eppure non ci riusciamo.

Nonostante tutti i sacrifici, i problemi e la tristezza che ci assale, dentro di noi ci sarà sempre una fiammella che continuerà ad ardere. Debole, instabile ma immortale. È la nostra determinazione? No, si chiama RESILIENZA.

/re·si·lièn·za/
sostantivo femminile

  1. Capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi.
  2. In psicologia, la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di
    difficoltà.
Resilienza Riccardo Borgialli

Mai come nell’ultimo anno e mezzo mi sono trovato ad affrontare problemi su problemi, dolorini che vengono, passano e spesso ritornano. Ma cosa fare quando succede questo? REAGIRE.

Stare fermi impalati ad aspettare non serve proprio a un bel niente, certo in alcuni casi il riposo totale è necessario, ma non per questo siamo costretti a SUBIRE le conseguenze di quello che ci è capitato. Al di là dell’affidarsi al fisioterapista, osteopata o medico di fiducia (del cui aspetto non ho le competenze necessarie per parlarne), la prima cosa che viene in mente è, giustamente, il cross training: allenarci sollecitando catene muscolari diverse da quelle coinvolte nella situazione di dolore.

Questo è di certo il metodo più efficace per maniere un buon tono muscolare generale e soprattutto a livello mentale ci riporta alla “fatica”, facendoci inevitabilmente STARE MEGLIO.

Un’altra cosa che possiamo fare, e che di sicuro ci porterà grandi benefici a livello mentale, è portare avanti PROGETTI PARALLELI. Una situazione che magari non vede coinvolta la nostra muscolatura, ma che ci può portare ad esplorare mari diversi da quelli in cui siamo abituati a navigare. È capitato a tutti nel corso degli anni di dover rinunciare a qualcosa per far spazio agli allenamenti e alle gare.

Bene! Questo è esattamente il momento per rimetterci in gioco. E perché no pensare a quali sentieri esplorare una volta guariti? Magari una di quelle traversate estive d’alta montagna: avere il tempo, in questo momento, di PIANIFICARE TUTTO CON CURA, ci darà un enorme vantaggio nel momento in cui ci troveremo ad affrontarli.

LUT 2018 foto by Filippo Menardi

Può sembrare retorico dire che tutto questo tempo in avanzo che abbiamo è un dono, ma sta a noi gestirlo in modo tale da uscirne migliori, cresciuti e con una maggiore consapevolezza di noi stessi. Poter affermare di esserci fatti male perché abbiamo ESAGERATO, è sintomo che riconosciamo un nostro limite; e se è vero che i limiti sono fatti per essere superati, e anche vero che per farlo abbiamo bisogno di costanza, impegno e graduali miglioramenti!

La costanza ci salverà in questo sport.
La passione ci spronerà in questa vita.
La RESILIENZA farà di noi quello che siamo.

Buon recupero a tutti gli infortunati, non dimenticate: passerà!