Hoka rinnova una delle sue scarpe più apprezzate, la Mach X, e lo fa puntando ancora più in alto: la nuova Mach X 3 promette di combinare leggerezza, reattività e stabilità in un’unica scarpa pensata per chi vuole correre forte, ma senza sacrificare il comfort.
L’abbiamo messa alla prova per capire se mantiene davvero le promesse e, dopo oltre 100 km di test su asfalto e percorsi misti, è chiaro che la nuova Hoka Mach X 3 non è solo un aggiornamento ma è una delle scarpe più versatili mai realizzate dal brand americano. Capace di unire la comodità di una daily trainer alla reattività di una scarpa da gara e rappresenta, così, un passo avanti importante nella linea Mach.
In questa recensione delle Mach X 3 cercheremo di condividere tutte le informazioni utili e più importanti dandoti anche qualche consiglio su taglie e vestibilità, sulle loro caratteristiche e prestazioni e di come si posizionano nel panorama delle scarpe da corsa con una valutazione dei pro e dei contro.
| Anno | 2025 |
| Calzata | Regolare, fedele al numero abituale |
| Drop | 5 mm |
| Mescola | Pebax |
| Peso | 288 g (Uomo 42.5) |
| Peso del runner | Leggero e medio (inferiore a 70 kg) |
| Superficie di corsa | Asfalto |
| Tallone | 44 mm |
| Tipo di corridore | Da intermedi a evoluti |
| Tipologia scarpa | Intermedia |
| Tomaia impermeabile | No |
| Utilizzo ideale | 5-10 km | Mezza maratona | Maratona |
Contenuti
Tre aspetti che ci hanno colpito della Hoka Mach X 3
1️⃣ Un design più maturo e funzionale
Hoka ha alleggerito la tomaia e migliorato la traspirabilità con un mesh ingegnerizzato più sottile e stabile. Il profilo resta alto ma bilanciato, con un look pulito ed una silhouette più filante rispetto alla Mach X 2. Il tallone ora avvolge meglio, senza sfregare, mentre la linguetta morbida contribuisce a un comfort immediato anche nelle corse lunghe.
2️⃣ Reattività e fluidità al top
La doppia intersuola extra-resiliente con strato superiore in PEBA e scattante piastra Pebax garantiscono un ritorno di energia progressivo. Nei nostri test, la sensazione è quella di una spinta costante che accompagna la transizione senza mai irrigidire troppo la falcata. Ai ritmi più lenti resta stabile e confortevole, mentre quando si accelera reagisce con una risposta sorprendente per una trainer d’allenamento. È il tipo di scarpa che invita a correre in modo naturale, con una dinamica più “facile” rispetto a molte super-shoes pure.
3️⃣ Una versatilità che convince davvero
Dopo oltre 100 km, la Mach X 3 si conferma una scarpa trasversale: si comporta bene in quasi ogni contesto, dalle ripetute ai medi, fino ai lunghi su asfalto. L’ammortizzazione rimane stabile nel tempo, la suola mostra un’usura minima e la sensazione di comfort non cala nemmeno dopo molte ore di utilizzo. Non è estrema, ma è probabilmente è una delle più equilibrate trainer sul mercato.

Design e materiali
Esteticamente la Mach X 3 si riconosce subito: look pulito, profilo slanciato, e tomaia in engineered mesh più sottile e traspirante rispetto alla versione precedente. Il tallone è ben imbottito, il collarino tiene il piede stabile anche nelle curve, mentre la linguetta leggermente imbottita migliora il comfort sui chilometraggi lunghi. La calzata è regolare, con una pianta media e una sensazione di avvolgimento naturale: nessun punto di pressione, ma una buona tenuta anche in fase di spinta.
Intersuola e sensazioni in corsa
La vera novità è nella combinazione di materiali: schiuma PEBA nella parte superiore e EVA super-critical in quella inferiore, con una piastra in carbonio parziale che non irrigidisce troppo l’appoggio ma restituisce energia in fase di transizione. In allenamento la sensazione è quella di una spinta fluida, progressiva. Ai ritmi più lenti resta morbida e confortevole; quando si accelera, la scarpa reagisce con una risposta immediata e sorprendente per una trainer da allenamento. Il drop resta di 5 mm, tipico di Hoka, ma la stabilità è migliorata grazie a una base leggermente più ampia e a un profilo di schiuma più bilanciato.
Confronto tra la Mach X 2 e la Mach X 3
| Aspetto | Mach X 2 | Mach X 3 |
|---|---|---|
| Peso | 246 g | 236 g |
| Schiuma | EVA + PEBA | PEBA + EVA Supercritical |
| Piastra | Pebax Rnew | Pebax |
| Tomaia | Mesh tradizionale | Mesh ingegnerizzato più traspirante |
| Feeling di corsa | Più rigido | Più fluido e naturale |
La differenza è netta: la nuova versione è più equilibrata e gestibile. Dove la Mach X 2 era rigida, la 3 è morbida e reattiva al tempo stesso.

Il mio consiglio per la rotazione delle scarpe Hoka:
Se alleni ti più di 3 volte a settimana, la Mach X 3 può essere il cuore della tua rotazione di scarpe Hoka:
- Allenamenti veloci e medi: Mach X 3
- Lunghi lenti o recupero: Hoka Bondi 9 o Clifton 10
- Gare brevi / mezza maratona: Hoka Cielo X1 2.0
Ci tengo a segnalarti le tabelle di preparazione per maratona e mezza maratona marchiate Run Fast, gratuite ed adatte ai principianti e non solo. Le puoi consultare e scaricare gratuitamente qui.
Giudizio finale
La Hoka Mach X 3 è una scarpa intelligente: reattiva quando serve, confortevole quando vuoi solo macinare chilometri. Non è una rivoluzione, ma un raffinamento preciso di un modello che già funzionava molto bene. Per chi cerca una trainer completa, capace di accompagnare tutta la settimana di allenamento, è una delle migliori opzioni del 2025.
Punti di forza
- ✅ Comfort elevato anche su lunghe distanze
- ✅ Ottima stabilità generale
- ✅ Reattività e fluidità eccezionali
- ✅ Tomaia migliorata e traspirante
- ✅ Versatilità negli allenamenti
Punti deboli
- ❌ Grip migliorabile sul bagnato
- ❌ Poco “ground feel” per chi ama sentirsi vicino al terreno
Conclusione
Una scarpa che incarna perfettamente la filosofia Hoka: spinta, comfort e stabilità in un unico pacchetto. Dopo 100 km, la Mach X 3 si conferma una compagna ideale per chi vuole correre veloce, ma in modo naturale.

Foto realizzate da Claudio Bellosta studio
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