Fondo lento, ripetute, gare… fondo lento, ripetute, gare… secondo voi cosa manca?

Quando mi allenavo per gareggiare (purtroppo tanti e tanti anni fa) ricordo come la cosa fondamentale fosse la programmazione: capire qual era l’obiettivo e valutare con il mio allenatore le gare da affrontare per raggiungerlo.

Premesso che la corsa per me non è mai stata una professione ma solo passione, allenandomi sette giorni a settimana era d’obbligo valutare tutto: la base di chilometri come punto di partenza, i lavori che a me erano più redditizi come il medio e le ripetute lunghe, il fartlek… e soprattutto il recupero.

Il recupero spesso viene interpretato da molti amatori come un giorno perso, un giorno a casa senza correre che fa perdere la forma fisica.

Invece il recuperò è una seduta di allenamento molto importante, non solo perché dopo aver corso un certo periodo senza mai riposare e facendo molti chilometri il fisico è stanco, ma anche perchè permette di assimilare i lavori di qualità che sono stati fatti e quindi di innalzare lo stato di forma. Dobbiamo capire che noi siamo una macchina perfetta ma il nostro corpo ha bisogno di rigenerarsi ed il riposo spesso è l’ingrediente giusto.

Se l’inattività non fa parte del vostro DNA, si può allora ricorrere al recupero attivo. Una seduta dedicata allo stretching e alla mobilità: 5/10’ di mobilità articolare per piedi, ginocchia, bacino, braccia, oppure una pedalata sulla cyclette o la bici da spinning, poi una buona seduta di allungamenti e torsioni.

Questo è un modo per recuperare al meglio e quindi evitare infortuni ma allo stesso tempo sopperire a quel disagio psicologico del runner che reputa  quello del recupero un giorno perso.

Buon corsa a tutti.

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