No hablo español – Italiani a Gran Canaria

Sono le 3:15 di mercoledì mattina quando suona sveglia. Giù dalla branda,una sciacquata al volo e si parte; sotto casa c’è già una macchina che mi aspetta, passiamo a prendere gli altri e in men che non si dica siamo a Bergamo. Ci facciamo subito riconoscere, in aeroporto distribuiamo a tutta la compagnia un cappellino bianco e rosso, sembriamo una gita del grest ma va benissimo, lo spirito è sicuramente quello giusto.

Il volo è abbastanza lungo – 3 ore 50 minuti – ma appena atterriamo capiamo di essere su un isola speciale. A una prima vista sembra tutto arido e deserto, ma come ci si addentra verso l’entroterra il paesaggio assume tutto un altro aspetto, la terra secca lascia spazio a piante grasse gigantesche, agavi e tutta una serie di arbusti di cui non conosco il nome, ma mi affascinano da matti.

Nel primo pomeriggio, dopo esserci sistemati in un appartamento di San Agustìn, usciamo a correre con tutta la compagnia. Prima tappa obbligata: le dune di Maspalomas, un piccolo deserto tra città e mare, un qualcosa che se non lo vedi è perfino difficile da immaginare. Facciamo gli stupidi, corriamo su e giù dalle dune, una fatica esagerata, ma siamo felici e il ginocchio non mi da nemmeno troppa noia. Qualche foto, un paio di video e torniamo nei nostri appartamenti.

Il giorno prima della gara decido di uscire da solo, voglio esplorare un po’ l’isola. Seguo la traccia della 17 km, finisco in un canyon che per un attimo mi fa sentire un Coconino Cowboy, è un posto magico e continuerei volentieri per qualche altro chilometro ma non voglio esagerare e torno alla base.

Transgrancanaria 2019 (classifica e foto) 3
Uno degli spettacolari passaggi della gara

La nostra gara:

Venerdì, il mattino della gara ci svegliamo alle 6.00, colazione e alle 7.00 saliamo in macchina. Ci vuole 1 ora e un quarto per raggiungere El Garanon – lo start della 42 km – è una pineta a 1700 metri di altitudine tra due simboli dell’entroterra isolano: il Pico de Nieves e il Roque Nublo. Si capisce subito la tensione che aleggia nell’aria, in effetti questa gara vuol dire molto per gli spagnoli: qualificazione ai Mondiali, Spain Ultra Cup, e il fascino di una classica di inizio stagione. Ma oltre gli spagnoli in cerca di una maglia roja, ci sono anche tanti stranieri al via e poi ci siamo noi che una maglia sì la vorremmo, ma azzurra.

Stefano Rinaldi è il più in forma di noi in questo momento e pronti via si francobolla al gruppo di testa, poco dietro Davide Cheraz e a debita distanza mi sistemo io – devo correre una gara intelligente se voglio fare qualcosa di buono, e tenere presente quelle che sono le mie possibilità in questo momento.

Transgrancanaria 2019 (classifica e foto) 2
Stefano Rinaldi in azione

La gara è di fatto una lunga discesa verso Maspalomas tra sassi e polvere, Stefano vola, sempre a manetta; al km 25 in una delle tante discese tecniche fa anche uno di quei voli per cui normalmente la gente si ritira, ma il suo animo punk glielo impedisce, forse un paio di tagli in mezzo a tutti quei tatuaggi stanno anche bene – pensa, e allora giù di nuovo a martellare nel canyon, un caldo pazzesco, e all’ultimo ristoro – a 3km dall’arrivo – è straordinariamente 4°.

Uno sbaglio di percorso, una freccia che non indicava chiaramente la direzione e gli organizzatori un po’ stitici sulle balise, Stefano tira dritto e si ritrova nel posto sbagliato al momento sbagliato, è costretto a chiamare il team di Eolo per farsi dire come proseguire verso l’arrivo, perde 7 minuti e 3 posizioni. Chiuderà 7° – a parimerito con l’8° classificato. Una di quelle cose che farebbero girare i 5 minuti a chiunque, ma lui lo sa benissimo quanto vale e non sarà una classifica finale farlocca a buttarlo giù, Stefano c’è, lo ha dimostrato e continua a farlo, abbiamo davvero bisogno ancora di qualche altra conferma?

La gara di Davide Cheraz termina invece il km 32, proprio come due anni prima, questa volta per fortuna però nessun malleolo da riparare. Una serie di motivazioni, forse più mentali che fisiche, nulla di grave ma ha preferito fermarsi: siamo tutti certi che fra qualche settimana saprà come farsi perdonare!

Per quanto riguarda la mia gara invece, costante è probabilmente l’aggettivo più adatto. La prima dopo un infortunio è sempre molto delicata e l’obiettivo è quello di non avere ricadute, sono più che soddisfatto delle sensazioni avute; un rammarico? Magari aver fatto più attenzione a quella freccia a 3 km dall’arrivo. Anche io come Stefano ho sbagliato percorso e ho perso qualche minuto e posizione.

Promemoria: la traccia scaricatela sempre e comunque!

Giusto per dovere di cronaca: ha vinto Pablo Villalobos con il tempo di 2 ore 56 minuti 25 secondi (Salomon), 2° Antonio Martinez Perez in 2 ore 59 minuti 8 secondi (Wild Trail Project) – tenete d’occhio questo nome, ne sentirete parlare – 3° in 3 ore 1 minuto 6 secondi Borja Fernandez (Kv Torrelavega). Tra le donne si impone la polacca Katarzyne Solinska (Hoka One One), davanti a Marta Molist (Inverse Team) e Kerstin Engelmann ( 3Comsquad).

Le altre gare:

La Transgrancanaria 360 – 265km – è vinta da Luca Papi, che giunge al traguardo il venerdì mattina e la sera si rimetterà il pettorale per correre la Transgrancanaria – 128 km. Nella gara regina, fa la storia Pau Capell, l’atleta del Team The North Face mette a segno un triplete incredibile, terza vittoria sull’isola in 12 ore 42 e 40 secondi – N.B. l’anno scorso ha vinto in 12 ore 42 minuti e 8 secondi, gira voce che FS Ferrovie dello Stato lo stia contattando per prendere ripetizioni. Al secondo posto un altro spagnolo, Pablo Villa e al terzo dopo la solita remuntada troviamo Cristofer Clemente Mora – 24° al primo ristoro. Costretti al ritiro, purtroppo, entrambi gli italiani più quotati – Andrea Macchi e Fabio di Giacomo – Andrea si ferma dopo 40 km per un problema muscolare mentre Fabio rimedia una fastidiosa distorsione nella parte iniziale, troppo dolorosa per continuare.

Tra le donne vince Magdalena Laczak davanti a Kaytlyn Gerbin e Fernand Maciel.

Nella Advanced – 65 km – ha vincere è Ivan Camps davanti a Martin Halasz e Jesus Gil Garcia. Il primo italiano scorrendo la classifica è Donatello Rota – team Prozis – al 13° posto. Podio femminile composto da Irina Raczynska, Dominiqua Van Mechgelen e Maria Jose Guillen Naranjo.

Per finire, la Starter vede in scena una bella battaglia tra il finlandese Marten Bostrom e Gabriele Bacchion – Team Tornado – con il nostro portacolori che chiude con un ottimo 2° posto, terzo è Abel Carretero. Tra le donne vittoria facile per Sheila Avilesc (Adidas Terrex) davanti a Sara Jarillo e Becky Quinn.

E così, si chiude il sipario anche su questa edizione della Transgrancanaria, una settimana calda, in tutti i sensi, che ha visto grandi atleti ritrovarsi e sfidarsi su quest’isola. Assume sempre di più il ruolo di “classica” di inizio stagione e meta fissa per chi sentiva la mancanza di una bella corsa al caldo, per chi è stufo di maglie termiche e ramponcini. Di sicuro un ottimo test per capire le proprie condizioni in vista della stagione!

Saludos!