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Western States 2026: classifica e foto

L’edizione 2026 della Western States Endurance Run entra di diritto nella storia dell’ultrarunning. Ad Auburn cadono entrambi i record del percorso: Vincent Bouillard conquista la vittoria davanti a uno straordinario Francesco Puppi, mentre Jenn Lichter riscrive il primato femminile.

La Western States Endurance Run continua a essere il riferimento assoluto delle 100 miglia trail e l’edizione 2026 ha ulteriormente rafforzato il suo mito. Sullo storico percorso di 100,2 miglia (161 km) tra Olympic Valley e Auburn, in California, è andata in scena una delle gare più veloci e spettacolari di sempre, con record frantumati e una competizione di altissimo livello sia in campo maschile che femminile.

Tra i grandi protagonisti del weekend spicca il Team HOKA, capace di monopolizzare le prime due posizioni della classifica maschile grazie al successo del francese Vincent Bouillard e allo straordinario secondo posto dell’italiano Francesco Puppi, autore di una prestazione destinata a rimanere nella storia del trail italiano.

Bouillard riscrive il record, Puppi conquista l’élite mondiale

La gara maschile si presentava con un cast eccezionale: Kilian Jornet, Jim Walmsley, Adam Peterman, Zach Miller, Ryan Montgomery, Thomas Cardin, Vincent Bouillard e Francesco Puppi erano solo alcuni dei nomi al via.

Come prevedibile, il ritmo è stato elevatissimo fin dalle prime miglia. Dopo un avvio molto aggressivo di Hans Troyer, il gruppo dei favoriti ha iniziato progressivamente a selezionarsi. Puppi ha scelto una condotta intelligente, evitando di seguire gli attacchi iniziali e gestendo con lucidità una distanza che affrontava per la prima volta.

La sua rimonta è iniziata nella seconda metà di gara. Il portacolori HOKA ha recuperato posizione dopo posizione fino a portarsi al comando nella celebre sezione di Cal Street, transitando per primo anche al guado di Rucky Chucky, uno dei punti simbolo della Western States.

Per diversi chilometri il sogno italiano è sembrato davvero possibile.

Alle sue spalle, però, Vincent Bouillard ha costruito una rimonta impeccabile. Il campione dell’UTMB 2024 ha progressivamente ridotto il distacco prima di sferrare l’attacco decisivo negli ultimi 16 chilometri, riuscendo a prendere il comando e involarsi verso Auburn.

Il francese ha tagliato il traguardo in 13h46’15”, abbassando di oltre 23 minuti il precedente record detenuto da Jim Walmsley. Puppi ha concluso appena cinque minuti più tardi in 13h51’08”, diventando il secondo uomo della storia a scendere sotto il vecchio primato. Terzo lo statunitense Ryan Montgomery in 13h53’55”.

Per la prima volta nella storia della Western States tre atleti hanno concluso la gara sotto il muro delle 14 ore.

Il capolavoro di Francesco Puppi

Al di là del risultato finale, la prova di Francesco Puppi rappresenta uno dei momenti più importanti nella storia recente del trail running italiano.

Alla sua prima esperienza sulle 100 miglia, il comasco non si è limitato a gestire la distanza, ma ha corso da protagonista, interpretando la gara con coraggio e maturità tattica. Per diversi chilometri ha guidato la corsa più prestigiosa d’America, dimostrando di poter competere alla pari con i migliori ultrarunner del mondo.

Il secondo posto, ottenuto contro uno dei campi partenti più competitivi di sempre, certifica definitivamente il suo ingresso nell’élite internazionale della disciplina.

Jenn Lichter firma il nuovo record femminile

Anche la gara femminile ha regalato una prestazione destinata a entrare negli annali.

La statunitense Jenn Lichter, al debutto sulla distanza delle 100 miglia, ha conquistato la vittoria in 15h28’05”, migliorando il record del percorso che apparteneva a Courtney Dauwalter.

Dopo una prima parte corsa insieme a Riley Brady e Marianne Hogan, Lichter ha preso definitivamente il comando nella seconda metà della gara, imponendo un ritmo che nessuna è riuscita a sostenere.

Alle sue spalle hanno chiuso Riley Brady (15h42’14”), autrice del terzo miglior tempo femminile di sempre alla Western States, e la canadese Marianne Hogan (15h51’44”).

Kilian costretto al ritiro

Tra gli episodi più significativi della giornata va segnalato anche il ritiro di Kilian Jornet. Il vincitore dell’edizione 2011 ha dovuto abbandonare la competizione intorno al 38° miglio a causa di un problema al ginocchio, rinunciando così alla possibilità di inserirsi nella lotta per il podio.

La gara simbolo dell’ultrarunning mondiale

Nata nel 1974 dall’intuizione di Gordy Ainsleigh, la Western States rappresenta la corsa che ha contribuito a definire il concetto moderno di ultra trail.

I suoi 161 chilometri attraversano le montagne della Sierra Nevada alternando lunghe salite, canyon profondi, discese tecniche e il celebre attraversamento dell’American River. Tradizionalmente è il caldo a fare la differenza, con temperature che possono superare i 40 °C nei canyon. Nel 2026, condizioni climatiche più favorevoli hanno permesso agli atleti di mantenere ritmi elevatissimi, contribuendo a una delle edizioni più veloci mai disputate.

Il bilancio finale parla da solo: due record del percorso, tre uomini sotto le 14 ore e una prestazione memorabile di Francesco Puppi, che ha sfiorato il successo nella gara più iconica del panorama mondiale. Per il trail italiano è una giornata destinata a rimanere nella storia.

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Isaia Guidetti
Isaia Guidetti
Laurea triennale in scienze biologiche e magistrale in scienze della nutrizione umana, con master in alimentazione sportiva. Vivo ad Armeno, un piccolo paesino tra lago d'Orta e lago maggiore alle pendici del Mottarone, palcoscenico di molti dei miei allenamenti. Adoro viaggiare, dal mare alla montagna, e fare sport in generale ma fra tutti quello che più mi appassiona e che pratico a livello agonistico è il trail running. Mi piace mettermi in gioco e confrontarmi con altre persone cercando di imparare sempre qualcosa di nuovo, divertendomi e dando il massimo in ogni cosa che faccio.
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