Nel periodo invernale ogni atleta ha, o dovrebbe avere, una tabella di allenamento ben studiata in base agli obiettivi che si è prefissato per la successiva stagione di gare.

Questa deve comprendere allenamenti di fondo lento, progressivi, collinari, ripetute di vario genere, ritmi medi ecc. da eseguire con il cronometro o il cardio al polso, che producano dati (si spera corretti) da analizzare per capire se si sta eseguendo tutto correttamente.

Tuttavia spesso capita che, come dico, il podista pensa solo a correre e non cura altri aspetti che invece potrebbero migliorare la sua corsa.
La palestra è infatti un mezzo di allenamento indispensabile. Chiaramente la palestra di un runner non è uguale alla palestra del pesista: è una palestra sì di rafforzamento, ma che non esagera con i pesi, ma anzi spesso e volentieri è a carico naturale.

Non pensiate che lavorare con carico naturale sia cosa semplice e che non migliori la forza, perchè tante sono le variabili per rendere più impegnativo un carico naturale.

Prendiamo ad esempio uno squat: l’esecuzione classica (divaricare le gambe alla stessa larghezza delle proprie spalle, scendere con il il bacino formando con le ginocchia un angolo retto e poi risalire per più esecuzioni) può essere modificata usando un solo un arto per volta (per sicurezza mettete una panca o una sedia dietro di voi) in modo da avere un carico maggiore senza sovraccaricare la schiena.

Utilizzare tavolette propriocettive permette inoltre di unire lavori di forza e di propriocettività. Lavorando a piedi nudi o ad occhi chiusi si vanno infatti a rafforzare muscoli importanti, come i femorali, i glutei ed il tronco che, a differenza di polpacci e quadricipiti, non si rafforzano con la sola corsa.

Quindi una palestra semplice con attrezzi come corde, elastici, tavolette fitball, ma anche una palestra all’aperto. Ad esempio in pista, eseguendo esercizi di tecnica skip, calciate divaricate, balzi, spinte sui piedi. Questa è la palestra naturale del runner.

Una buona forza ed una corretta postura unite a tecnica, appoggio e reattività del piede rendono un atleta migliore e sicuramente meno a rischio di infortunio.

Sarò ripetitivo ma lo faccio perchè condivido quanto diceva il grande Enrico Arcelli: solo correre non migliora la corsa.

Buona corsa a tutti

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