Tor des Geants 2018 (classifica e foto)

Tor des Geants 2018 (classifica e foto)

Dopo esserseli visti girare intorno all’UTMB, il Monte Bianco ha accolto domenica 9 settembre gli impavidi ultra trailer del Tor des geants 2018, che con i suoi 24.000 metri di dislivello positivo e 330 km di sviluppo (ma che a ben vedere sono 340 km) merita di diritto il titolo di gara più dura delle Alpi.

Tor des Geants 2018 (classifica e foto) 2

I 765 aspiranti Giganti partiti da Courmayeur hanno trovato tempo stabile (almeno per i primi 3 giorni) e nessuna precipitazione, anzi l’edizione 2018 sarà ricordata per il gran caldo che ha sfinito i partecipanti; ma veniamo alla cronaca…

In fuga fin dai primi chilometri il Valdostano Franco Collè (Team Hoka One One/Crazy), seguito a distanza da Gianluca Galeati (Team Tecnica/Crazy), il bergamasco Oliviero Bosatelli (Team E-Rock /Scott), l’altoatesino Peter Kienzl (Team Dynafit / Hoka One One), il canadese Galen Reynolds (Team Hoka One One) e il cusiano Giulio Ornati (Team Salomon).

Al femminile la gara è dominata fin dalle prime battute da un’immensa Silvia Ainhoa Trigueros Garrote (Team Race Land).

La prima parte di gara è quella che ci regala più emozioni; al Col de la Crosatie (km 35) infatti sembra giungere al termine l’avventura di Bosatelli (1° al Tor 2016 e 2° al Tor 2017) che scende dal colle camminando per un forte dolore al ginocchio, decide stoicamente di arrivare fino alla base vita di Valgrisenche (km 50), dopo alcune cure mediche ed essere scivolato nelle retrovie della classifica il dolore sembra diventare sopportabile e ricomincia la sua lunga marcia verso Courmayeur; nel frattempo anche Collè sembra avere problemi e si ferma più di 10 minuti a discutere con la sua assistente, ne approfitta Kienzl che al Col Loson in piena notte si presenta con 17 minuti di vantaggio sul valdostano.

La discesa però è cosa gradita per l’atleta di casa e a Cogne (km 106) rimette tutti in riga giungendo nuovamente primo in base vita.

Tor des Geants 2018 (classifica e foto) 3

È il secondo giorno di gara ed è qui che il forte atleta del Team Hoka decide di fare la sua mossa, il vantaggio diventa importante e la sua amministrazione di gara assolutamente impeccabile, a Champorcher (km133) ha circa un’ora di margine sul primo inseguitore (in quel momento Galeati).

Comincia a muoversi la classifica, Ornati in quinta posizione si ferma a causa di un impedimento muscolare e si fanno capolino gli stranieri Reynolds e Tidd.

La successiva parte di gara è un calvario per chi si trova ad affrontarla in pieno giorno, il caldo è mortale e le energie vanno centellinate; al rifugio Coda (la metà esatta della gara), Collè arriva in 30 ore precise, è ancora stabile in testa ed in buone condizioni, dietro di lui Galeati, Kienzl e Reynolds. Crolla invece Tidd.

Sembra fatta per Collè quando alla base vita di Ollomont (km 287) ha più di 4 ore di vantaggio sul canadese Galen Reynolds, ma il Tor è pronto a presentare il suo conto e al colle del Malatrà (km 325) il vantaggio si è ridotto a poco più di mezz’ora.

Collè sembra sfinito mentre il canadese (7° al TOR 2017) è vigoroso nella falcata e sembra determinato a colmare il gap, ma ciò che il Tor toglie, il Tor dà, e allora Franco Collè, forse ripensando all’epilogo dell’anno precedente, riesce con le ultime energie rimaste, ad allungare il passo e a presentarsi a Courmayeur in solitaria, tra due ali di folla festanti, 74 ore e 3 minuti dopo essere partito.

Alle sue spalle, 37 minuti dopo, un fantastico ragazzo canadese di nome Galen Reynolds, che ha regalato a questa edizione del Tor un arrivo al cardiopalma (perché 37 minuti, su 74 ore di gara non sono nulla).

Chiude il podio l’altoatesino Peter Kienzl in 77 ore e 31 minuti.

E quarto chi c’è? l’irriducibile, Oliviero “braccio di ferro” Bosatelli, in 80 ore e 49 minuti (incredibile pensare che si volesse fermare dopo una trentina di chilometri). 9 minuti dopo si presenta a Courmayeur anche Kouta Toriumi, il giapponese “senza assistenza” che in base vita si metteva da solo i tape!

Tor des Geants 2018 (classifica e foto) 4

Nella gara femminile come abbiamo detto è Silvia Ainhoa Trigueros Garrote a dettar legge, in testa dal primo all’ultimo chilometro, la basca conclude la sua fatica in 87 ore e 50 minuti (10 ore in meno rispetto al tempo dello scorso anno, che era stato di 97 ore e 43 minuti e che le era valso il secondo posto).

Dietro di lei, un arrivo di coppia dalle mille emozioni, dopo essersi date battaglia per l’intera gara, Scilla Tonetti e Jamie Aarons decidono di arrivare mano per la mano a Courmayeur dopo 95 ore e 54 minuti.

È difficile dare una definizione precisa del Tor Des Geants, perché è, prima di ogni altra cosa, una sfida contro se stessi, contro la fatica, il sonno, la notte, il meteo.

Forse non è nemmeno una “gara di corsa” perché anche i primi non corrono molto, è perlopiù l’estremizzazione più estrema del concetto di endurance, a livello fisico e mentale. E’ un esperienza che ti chiede tutto e può darti nulla in cambio, oppure darti ancora di più, e ogni anno far sentire flebile ma potente il suo richiamo.

Come ha suggerito la mia amica Lisa (e lei lo sa bene): “il Tor è una malattia”.

Ecco, ci vediamo tra un anno caro Tor!

Classifica Tor des Geants 2018
Uomini
1° Franco Collè
2° Galen Reynolds
3° Peter Kienzl
4° Oliviero Bosatelli
5° Kouta Toriumi

Donne
1° Silvia Ainhoa Trigueros Garrote
2° Scilla Tonetti
3° Jamie Aarons
4° Stephanie Case
5° Giulia Saggin

Foto dell’evento: (in fase di caricamento)
Tor des Geants 2018

Vota o commenta l’articolo, per noi è importante avere il parere dei runner: