Il periodo natalizio per il runner

Siamo alle porte delle festività Natalizie, pranzi, cene, panettoni, per quelli più “terra-terra” come me anche bagna cauda e polenta.

Tutte cose che appesantiscono lo stomaco, ma che ritengo giusto fare perché se devo rifiutarmi di mangiare, preferisco fare un’uscita in più o allungare qualche seduta di allenamento.

La corsa l’ho sempre reputata una bella esperienza e una bella passione, ma la quotidianità delle cose prevale su tutto, le mie abitudini si adattano a quello che mi piaceva e piace fare con naturalezza, soprattutto sull’alimentazione.

Capisco che ognuno è fatto in modo diverso ed io, in questo caso, mi ritengo uno fortunato perché mi potevo permettere di fare colazione con cappuccino-brioche e dopo 20 minuti uscire a farmi 18 km di medio.

Nel periodo natalizio non mi sono mai tirato indietro sulle abbuffate.

Però, essendo sempre in un periodo importante della preparazione invernale, aggiungevo anche solo una sgambata nel pomeriggio o la mattina dopo il veglione per smaltire il mangiare in eccesso.

Una volta usavamo trovarci tra amici in una località chiamata Cascina Picchetta il 26 di dicembre per farci gli auguri di Natale e farci una sgambata, che poi una “sgambata” la si faceva in pochi perché dopo circa 20 minuti di corsa partiva la bagarre e saltava fuori un’allenamento tirato.

Ma a prescindere dal ritmo, l’eccesso alimentare del veglione di Natale veniva smaltito e, finito allenamento, si era pronti per ritornare a festeggiare.

Sono passati tanti anni e molte di queste cose sono cambiate: non riesco più a correre, non vado più alla Picchetta, ma vi giuro che la bagna cauda la mangio lo stesso.

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