Come riesce un uomo a mantenere una posizione eretta o inclinata contro il vento che soffia contro di lui? È evidente che egli possiede un senso attraverso il quale conosce l’inclinazione del proprio corpo e che possiede l’attitudine ad aggiustarla e correggere ogni scarto in rapporto alla verticale.
Charles Bell | 1837

Bocca e mandibola, assieme a piedi, occhi, visceri, vestibolo hanno il compito di dare stabilità posturale, sia in posizione statica che in movimento, adattandosi ai continui cambiamenti ambientali.

L’organismo, infatti, ha a disposizione diversi “bilancieri” che consentono l’adattamento al cambiamento della posizione, consentono di assorbire tensioni e ripristinare l’equilibrio, uno dei quali è la mandibola.

I movimenti della mandibola devono essere coordinati con tutto il resto del corpo. Il tono posturale è modulato sulla base delle informazioni provenienti anche dal cavo orale, cosi come le informazioni relative alla posizione del corpo modulano il tono dei muscoli che chiudono la mandibola (muscoli masseteri).

Questo meccanismo lo possiamo spiegare con questo esempio:

Un soggetto che saltella in punta di piedi, mantiene la mandibola stabile in posizione neutra, con lieve attività dei muscoli masseteri (responsabili della chiusura della bocca). Quando atterra sui talloni, invece, la mandibola si muove bruscamente verso il basso e si osserva un’attivazione dei suoi muscoli. Questo riflesso si chiama “riflesso masseterino”, e si ha quindi una risposta che fa spostare la mandibola verso l’alto, chiudendo la bocca.

L’attività del muscolo massetere è continua e costante. Di conseguenza se aumentiamo il passo (corsa) il massetere mostra un’attività periodica che ha la stessa frequenza del passo che stiamo mantenendo.

Modificando così tanto la sua posizione, la mandibola deve avere una stabilizzazione attraverso i riflessi posturali e il tono muscolare, per evitare urti tra le arcate della bocca che potrebbero danneggiare i denti.

Inoltre è ampiamente dimostrato il rapporto tra muscoli masticatori e muscoli che regolano la postura della testa e del collo, con chiare ripercussioni sulla respirazione e sull’equilibrio e, conseguentemente, sulla performance sportiva.

Infatti una estrema rigidità dei muscoli facciali, cervicali e delle spalle, potrebbe causare contratture dolenti e che tolgono energia utile per la performance.

Si deve mantenere un tono funzionale, ma se la muscolatura di un runner è estremamente contratta si può comprendere facilmente come la corsa non sia fluida, con un conseguente dispendio maggiore di energie e stanchezza prima del previsto. Il runner che vuole migliorare le performance non pensa che la chiusura e apertura della mandibola possa avere un impatto sulle sue prestazioni e sul cronometro. Invece è molto importante cercare di mantenere il più possibile rilassata la zona cranio-cervico-dorsale, liberarla da tensioni, anche emotive; questo perché il corpo interpreta le nostre tensioni e fa scattare meccanismi posturali non consoni, che ci portano via energia. I muscoli della mandibola si contraggono, così anche la muscolatura dagli arti superiori e si perde la fluidità della corsa.

Per ovviare ad un simile problema si possono adottare dei semplici trucchi: controllare la respirazione e rilassare la mandibola. Mantenendo tonica, ma non contratta, la muscolatura della catena masticatoria.

Una corsa sciolta e armonica si può impostare così: per prima cosa bisogna sorridere lievemente in modo che i muscoli siano rilassati e che il cervello recepisca una situazione di benessere; poi, allentare le tensioni scrollando le spalle e le braccia affinché la parte superiore del busto non sia in tensione; infine, controllare le mani in modo che non siano chiuse a pugno ma semiaperte.

Evitiamo quindi atteggiamenti stressati, poco fluidi. Infine, sbadigliare fa molto bene alla tensione muscolare, oltre che alla concentrazione. Fai uno sbadiglio profondo aprendo il più possibile la bocca. Poi inspira, contrai spalle e braccia circa 5 secondi.

Infine espira lentamente (sempre almeno 5 secondi) e distendi i muscoli. In ogni pratica sportiva lo stretching (allungamento dei muscoli) viene eseguito di routine sia nella prevenzione di strappi muscolari che nell’agevolazione dei movimenti, anche in questo caso lo stretching mandibolare ha il preciso scopo di mantenere in salute i muscoli che permettono l’apertura e chiusura della bocca (masseteri e temporali) e che fanno quindi parte di quell’ergonomia necessaria alla corsa sana.

Esistono comunque esercizi e trattamenti mirati per chi ha particolare fatica a tenere rilassate queste zone, ad esempio per chi di notte digrigna i denti (bruxismo).

Per queste persone è consigliabile una valutazione specialistica: trattamenti fisioterapici specializzati, odontoiatria, bite, valutazioni posturali…

Possiamo quindi dire che mantenendo rilassata la muscolatura della catena masticatoria si risparmia energia, si corre più a lungo e si può mantenere una maggiore intensità.

Il running è felicità ed un momento di benessere psico-fisico, è giusto renderlo il più piacevole e utile possibile.

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Fisioterapista specializzata in terapia manuale e manipolativa ed in posturologia e osteopatia clinica. Dal 2016 lavoro presso il centro Juventus J Medical, di Torino; mentre dal 2019 lavoro anche in libera professione a Cureggio (presso centro medico Teorema) e collaboro con la Federazione Italiana Sci Nautico e Wakeboard (FISW). È sempre stato molto interessante per me lavorare con sportivi, perchè ci vuole velocità, intuizione e collaborazione e trovo tutto questo molto stimolante. La corsa è un tema presente in molte discipline sportive, come obiettivo o come preparazione e mezzo. È bello quindi per me potermi relazionare di più con i runners per crescere, migliorare insieme e tenerci sempre “allenati” nel miglior modo possibile

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