L’adattabilità nella corsa

Ho sempre sostenuto che molte discipline dell’atletica si possono praticare ovunque, ma ritengo ugualmente corretto avere a disposizione un centro per svolgere al meglio la propria disciplina, come chi pratica basket o pallavolo ha una palestra, chi gioca a calcio ha un campo, chi fa ping pong un tavolo, chi nuota una piscina.

La bellezza che scopro nell’allenare la corsa, che sia veloce, resistente o con ostacoli, è la continua ricerca di mezzi di allenamento grazie all’esperienza vissuta ed all’estro che vive in me, trovare esercizi ludici per far divertire i bambini e i ragazzi che alleno a scuola o in palestra insegnando loro allo stesso tempo la coordinazione, appoggi corretti e sicurezza nell’affrontare un esercizio che non hanno mai fatto. Tutto questo con dei normalissimi birilli, delle corde…cose semplici come è per me la corsa, sia su strada che in pista.

Mentre sto scrivendo questo articolo stanno trasmettendo in tv la storia di Jesse Owens. Dire che mi sta piacendo è scontato, ma la cosa che mi colpisce di più è vedere come i ragazzi si allenano: pista in terra battuta, filo di lana, parallele basse posizionate per migliorare la partenza dei 100m… La semplicità e l’estro che andavano bene 80 anni fa secondo me potrebbero andar bene ancora adesso.

Con ciò non sto dicendo che non si debbano usare la metodologia e la tecnologia di adesso, ma ricordare che le cose semplici ti permettono di fare lo stesso lo sport che ti piace, mi fa star bene e spero faccia stare bene anche chi esegue i miei esercizi.

Vi consiglio di vedere anche altri film sulla corsa come la storia di Pierre Fontaine, che lanciò il marchio Nike, oppure “Ragazzo di Calabria”, la storia di un ragazzo che veniva allenato in modo semplice correndo avanti e indietro su un rettilineo delimitato da due sassi e che è poi diventato un grande campione nel suo periodo atletico e un grande uomo tutt’ora. Provate ad indovinare chi è…

Buona corsa a tutti.

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